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MONTAGNE LIBERE PER TUTTI

Il cuore dell’est-Europa, paesaggi mozzafiato, aree incontaminate dall’operato dell’uomo, zone rurali in cui si vive ancora alla vecchia maniera, tradizioni mantenute nel corso dei secoli ed un intreccio culturale molto variegato; queste sono le particolarità dei Balcani. Benvenuti nella penisola balcanica!

Un po’ di geo-politica

La penisola balcanica è delimitata dal mare Adriatico a ovest, il Mar Mediterraneo e il Mar di Marmara a sud e il Mar Nero a est. Il suo confine settentrionale è spesso dato come il Danubio. La penisola balcanica ha una superficie complessiva di circa 470,000 km2 . Interamente all’interno della penisola balcanica: • Albania : 28,75 mila km 2 (100% del territorio totale) • Bulgaria : 110,8 mila km 2 (100%) • Bosnia-Erzegovina : 51,18 mila km 2 (100%) • Macedonia : 25,71 mila km 2 (100%) • Montenegro : 13,81 mila km 2 (100%) Per lo più o in parte all’interno della penisola balcanica: • Croazia ( Mezzogiorno continentale ): 26,033 mila km 2 (46%) • Grecia ( terraferma ): 104,47 mila km 2 (80%) • Romania ( terraferma Dobrugia ): 12 mila km 2 (5%) • Serbia ( parte meridionale escluso Voivodina , nord di Belgrado ) 64,908 mila km 2 (65%) • Slovenia ( parte sud-occidentale ): 5.000 km 2 (25%) • Turchia ( parte europea ): 23,764 mila km 2 (3%)

Vista della cima di una montagna coperta di neve

Pillole di storia

Il termine “Balcani” cominciò a essere usato (insieme all’espressione Penisola Balcanica) per designare la parte europea dell’impero ottomano nel 19° sec., mentre comparivano sulla scena internazionale nuovi protagonisti, come la Grecia, la Serbia, il Montenegro, la Bulgaria e la Romania, nelle aree abbandonate via via dai turchi sotto la pressione dei movimenti indipendentisti e delle potenze europee che li appoggiavano. L’anno 1878 fu decisivo per l’assetto degli equilibri geopolitici dell’area. Il 3 marzo la Russia, vittoriosa sulla Turchia, firmò il trattato di pace detto di Santo Stefano, dal nome del villaggio turco dove fu stipulato, che impose agli sconfitti la cessione di gran parte dei loro possedimenti europei. Vennero così sancite l’indipendenza del Montenegro, della Serbia, della Romania e l’autonomia della Bulgaria posta sotto l’influenza della Russia. Venne soprattutto ratificata l’egemonia zarista nell’area, aspetto che suscitò l’opposizione di Gran Bretagna e Austria-Ungheria, che nel giugno convocarono una conferenza internazionale a Berlino per rettificare i termini del trattato. Le potenze europee convenute nella capitale tedesca in funzione antirussa ridimensionarono e divisero il nascente Stato bulgaro e sancirono il protettorato austriaco sulla Bosnia. L’indipendenza di Romania, Serbia e Montenegro venne confermata. A Berlino si definì così un assetto della Penisola Balcanica che solo la Prima guerra mondiale avrebbe modificato. Nella prima metà del 20° secolo, un lungo periodo di conflitti, che culminò nella Grande guerra, impegnò i giovani Stati nazionali, desiderosi di consolidare ed estendere i propri territori, e vide ripetuti mutamenti dei confini politici ed esodi forzati delle popolazioni civili coinvolte nelle operazioni militari; ne nacquero due nuovi Stati, l’Albania e la Iugoslavia. In seguito a tali conflitti, il termine B. divenne, presso l’opinione pubblica occidentale, sinonimo di conflitto etnico e religioso, di crudeltà contro popolazioni inermi, di instabilità sociale e politica. Dopo la Seconda guerra mondiale intellettuali e studiosi tentarono di liberare il concetto di B. dalle sue connotazioni negative. In seguito alla caduta dei regimi comunisti, che per oltre quarant’anni ne avevano controllato le tensioni sociali ed etnico-religiose, l’area balcanica è stata investita da una nuova fase di instabilità e di violenti conflitti, che ha determinato la divisione della Iugoslavia.

Vista dall'alto di montagne innevate con un cielo limpido

Due approfondimenti sulla geografia

Il termine “penisola balcanica”, che si evolse successivamente in “Europa sudorientale” venne introdotto nell’Ottocento da un geografo berlinese, ma deriva da una parola turca che vuol dire semplicemente “monte”. Nella sua definizione più ampia, esso definisce un’area che comprende la Grecia, parte della Turchia (la Tracia orientale), la Bulgaria, la Romania, la Moldova, le sei ex repubbliche jugoslave (Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Macedonia del Nord), il Kosovo e l’Albania.
Le numerose catene della regione sono geologicamente giovani. Le principali sono: le Alpi Dinariche che si trovano alle spalle del litorale adriatico, i Carpazi, in territorio rumeno, che includono le Alpi Transilvaniche, e i Balcani veri e propri che, insieme ai monti Rodopi, s’innalzano in direzione del Mar Nero. Tutti questi rilievi formano una fascia montuosa quasi continua e hanno un aspetto impervio, anche se nessuna vetta supera i
3000 m di altitudine.

Aspetti economici

L’economia dei paesi balcanici è, fatta eccezione per la Slovenia, arretrata e povera.
Sull’economia di questi paesi pesano inoltre l’incertezza politica, i disordini sociali e i problemi etnici.
Nel settore primario, caratterizzato da un grande numero di addetti, la meccanizzazione è scarsa e la specializzazione delle colture ridotta.
Del resto, a causa della montuosità del territorio le aree coltivate sono modeste, tranne che in Romania, dove sono più diffuse le pianure. Le produzioni principali sono quelle di cereali (frumento e mais), foraggi, barbabietola da zucchero, girasole e tabacco e, in Bulgaria, dell’essenza di rosa, per uso cosmetico. Nelle zone di montagna l’attività prevalente è quella dell’allevamento ovino.
L’industria ha un peso ridotto sulle economie nazionali. I principali settori industriali sono quelli della siderurgia e della chimica in Romania, della meccanica in Serbia e Slovenia. Un po’ ovunque sono diffusi gli stabilimenti tessili e dell’abbigliamento.
Nel settore terziario è il turismo balneare la grande risorsa dei paesi affacciati sull’Adriatico e che dispongono di buone attrezzature.

Per i turisti

Negli ultimi anni i Balcani sono stati una destinazione turistica sempre più popolare e costante, infatti i pernottamenti dei turisti stranieri aumenta ogni anno ad un tasso superiore del 10% (specialmente in Bulgaria, Romania e Turchia). Tale tendenza positiva è da ricercare soprattutto nella bellezza del territorio, nei costi bassi rispetto ad altre località e negli investimenti sempre più importanti da parte di investitori sia locali che stranieri, grazie a politiche estremamente vantaggiose dei governi dell’area balcanica.

Vista di una grande montagna coperta di neve con dei ragazzi che stanno facendo un percorso verso un'altra montagna